Come scegliere il GPS per escursionismo

gps per escursionismo

Vi occorre un GPS e non sapete da dove cominciare per la sua scelta?
Vediamo insieme le caratteristiche a cui prestare attenzione per poter fare una scelta consapevole.

Cosa bisogna sapere sui GPS

Oramai in commercio potete trovare tantissimi modelli con caratteristiche che divergono pochissimo l’uno dall’altro.
Cosa deve fare sostanzialmente un GPS, indipendentemente dalla marca e dal modello?
Semplice, tracciare la nostra posizione man mano che ci muoviamo.

1. Tracce e trackpoint

Man mano che procediamo nel nostro percorso, i tracciatori GPS registrano ad intervalli di tempo variabili la nostra posizione. I punti così segnati prendono il nome di trackpoint. Questi punti vengono poi uniti per costituire quello che, con una buona approssimazione, è il percorso che abbiamo compiuto che prende il nome di traccia.

Più i trackpoint saranno numerosi, più la traccia si avvicinerà al percorso reale. Per ottenere un numero elevato di trackpoint il GPS verrà utilizzato in modo intenso riducendo la carica della batteria in modo significativo.

I GPS “evoluti” riescono a capire in autonomia quando servono più trackpoint.

2. Rotte e routepoint

Una rotta, al contrario della traccia, è un percorso predefinito. La traccia può seguire o meno una rotta prestabilita.

Una rotta è costituita da più routepoint.

Ormai tutti i GPS da escursionismo consentono di caricare delle rotte, particolare che li distingue dai GPS per runner. Chi corre solitamente non ha bisogno di avere un percorso prestabilito ma ha la necessità di rilevare la frequenza cardiaca, conoscere ritmo, velocità e distanza, monitorare i progressi, pianificare i programmi di allenamento e molto altro. Inoltre, cambia proprio la forma in quanto un GPS per trekking solitamente nasce con una forma adatta a stare in taska o in mano mentre un GPS per runner tipicamente si porta al polso come un orologio.

3. Waypoint

I waypoint, chiamati anche punti di interesse (PDI) o, in inglese, point of interest (POI). non sono altro che dei punti “interessanti” caratterizzati da una certa latitudine, longitudine e, eventualmente, altitudine. Sono waypoint, ad esempio, una cima, un passo, un rifugio o una sorgente.

4. Il formato dei file

Rotte e tracce contenenti eventualmente dei waypoint vengono salvate nel dispositivo GPS in un file di un determinato formato.
Questo file può essere trasferito sul computer per essere visualizzato, modificato e condiviso.

Esistono diversi formati per i file, alcuni dei quali sono proprietari, il che significa che possono essere utilizzati solo dai dispositivi e software di particolari produttori.
Il formato che tutti i dispositivi riescono ad utilizzare (anche i GPS per cellulari) e che è bene conoscere, è il GPX (acronimo di GPS Exchange Format). GPX è il formato più supportato che vi consigliamo di utilizzare e viene codificato in XML, apribile anche con un file di testo nel caso si voglia agire manualmente sui waypoint.

Le caratteristiche hardware dei GPS di cui tener conto

Dopo aver capito cosa fanno i GPS, vediamo a quali caratteristiche hardware prestare attenzione per un acquisto consapevole.

1. Robustezza e impermeabilità

E’ possibile che un GPS per escursionismo venga utilizzato in condizioni meteo avverse, con pioggia e basse temperature. Per tale motivo occorre avere uno strumento robusto ed impermeabile.

Per questo motivo i GPS hanno una classe di IP (International Protection) elevata. In pratica si tratta del grado di protezione di un dispositivo contro le polveri e i liquidi. Protezioni IP elevate richiedono accorgimenti particolari, come le coperture in gomma dei tasti e delle porte di input/output, che rendono il design di questi dispositivi un pò spartano.

2. Altimetro barometrico

Alcuni GPS sono dotati di un altimetro barometrico, indispensabile per rilevare l’altitudine con maggiore precisione. Solo con la tecnologia GPS abbiamo una buona precisione sul piano orizzontale (latitudine e longitudine), mentre sul piano verticale (altitudine) l’imprecisione è decisamente superiore.

Grazie all’altimetro barometrico possiamo rilevare con una precisione dell’ordine della decina di metri, la nostra quota attuale. Inoltre è possibile visualizzare in tempo reale l’ascesa, la discesa e il profilo altimetro del percorso che stiamo compiendo.

Per sua natura un altimetro barometrico è sensibile ai cambiamenti nelle condizioni meteorologiche. Per questo motivo, è buona norma calibrare spesso l’altimetro barometrico. Per far ciò occorre inserire nel GPS barometrico la quota del punto in cui ci troviamo, supponendo che sia nota.

I GPS outdoor più evoluti sono in grado di “autocalibrarsi”: il GPS calibra costantemente l’altimetro barometrico basandosi sull’altitudine rilevata dal GPS, utilizzandola co,e una calibrazione manuale.

3. Bussola elettronica

Sempre più GPS incorporano una bussola elettronica. Ciò permette di sapere costantemente il punto cardinale verso il quale ci muoviamo.
Altre funzioni interessanti sono legate alla possibilità orientare automaticamente le mappe nella direzione giusta.

In commercio esistono GPS con bussola a due o a tre assi. Queste ultime sono migliori, perché mentre nel primo caso il dispositivo deve essere mantenuto perfettamente in piano, con una bussola a tre assi questo non è necessario.

4. Memoria interna e esterna

I GPS da escursionismo possono caricare tracce, punti di interesse e rotte in un file GPX che comunque raramente supera qualche centinaio di KB di memoria.
Nonostante ciò è meglio acquistare dei dispositivi che abbiano una memoria interna di qualche GB. Questo perchè la cartografia, al contrario delle tracce GPX occupa tantissimo spazio.

Alcuni dispositivi hanno la possibilità di incrementare lo spazio disponibile tramite slot per memoria esterna, solitamente di tipo MicroSD.

5. Display di qualità

Il display deve essere di qualità e perfettamente leggibile in qualsiasi condizione. In generale, purtroppo, questo è punto dolente di tutti i dispositivi che abbiamo provato: risultano poco leggibili in pieno sole, soprattutto se si indossano gli occhiali da sole.

I display moderni  sono touch screen, anche se troviamo affiancati a questi anche un tradizionale tastierino fisico.
Uno schermo di questo tipo è un valore aggiunto al dispositivo perchè consente un utilizzo dello stesso più immediato.
Per contro gli schermi touch screen tendono a consumare più velocemente la batteria e risultano meno leggibili in pieno sole.

6. Autonomia della batteria

Solitamente i GPS da escursionismo vengono utilizzati per tempi prolungati, quindi un parametro fondamentale è la durata delle batterie.
Meglio mettere in conto un utilizzo variabile tra le 10 e le 15 ore di registrazione.

La maggior parte dei dispositivi utilizza 2 o 3 batterie stilo AA con il vantaggio di poterne portare alcune di scorta.

7. Supporto per la cartografia

Oltre alle caratteristiche viste sopra, una delle funzionalità più utili da ricercare in un GPS è il supporto per la cartografia.

I GPS cartografici ci consentono di vedere la nostra posizione su una mappa, decisamente molto utile per l’orientamento e per tracciare un percorso, nonchè per individuare subito eventuali punti di interesse nei dintorni.

Nonostante il supporto alla cartografia sia una probabile caratteristica di un GPS, non è detto che il dispositivo abbia al suo interno le carte. Alcuni GPS hanno una topografia di base mentre alcuni hanno una dotazione più completa. Le carte chiaramente si pagano a parte ma fortunatamente esistono alcune alternative free come le OpenStreetMap.

8. Alta sensibilità antenna

Se il GPS è predisposto anche per la ricezione dei segnali dei satelliti del sistema russo GLONASS aumenta il numero di satelliti acquisiti e di conseguenza l’accuratezza del calcolo della posizione.

9. Fotocamera

La inseriamo come caratteristica assolutamente secondaria ma occorre tener presente che la presenta della fotocamera integrata fa lievitare abbondantemente il prezzo di un GPS.

 

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